FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO: LA PAURA

Nell’articolo al link che segue, si parla della novità in materia di sanità, entrate in vigore da fine Marzo 2026.

Come sempre ne farò un commento spirituale/cristologico e non basato sul giudizio della personalità

Fascicolo sanitario elettronico. Come funziona e cosa cam… (qui trovate l’articolo completo) mentre di seguito lo commenterò passo dopo passo:

Il 31 marzo non è una data da cerchiare solo sul calendario delle strutture sanitarie. Segna un passaggio concreto nel modo in cui gli ospedali, le cliniche e gli ambulatori, sia pubblici che privati convenzionati, dovranno condividere i dati clinici dei pazienti con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE).
Già oggi quasi un italiano su tre lo usa attivamente, ma molti ancora non sanno cosa sia, a cosa serva o come controllare chi può accedere alla propria storia medica. Eppure si tratta dello strumento che, in futuro, potrebbe fare la differenza anche in un pronto soccorso lontano da casa.

Cosa cambia dal 31 marzo 2026

La scadenza del 31 marzo riguarda le strutture sanitarie, non i cittadini. Entro quella data, ospedali, poliambulatori e strutture private convenzionate (e non) sono tenuti ad adeguarsi al nuovo modello standardizzato di trasmissione dei dati verso il FSE.

Una delle novità operative più rilevanti: il referto dovrà essere inviato al paziente entro cinque giorni dall’erogazione della prestazione. L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui i dati clinici siano aggiornati, uniformi e disponibili in tempo reale per chi ha necessità di consultarli.

i numeri del Ministero della Salute fotografano una situazione in chiaroscuro. Tra luglio e settembre 2025, circa un italiano su tre (il 27%) ha effettuato almeno un accesso al proprio FSE. In alcune regioni la percentuale è nettamente più alta: il Veneto arriva al 66%, l’Emilia-Romagna al 64%. La Sicilia si ferma al 3%.

Complessivamente, oltre 6,4 milioni di cittadini hanno consultato il proprio fascicolo, mentre per 23 milioni è stato pubblicato almeno un documento. Sul fronte dei professionisti, il 95,2% dei medici di famiglia e pediatri di libera scelta risulta già collegato al sistema.

Il dato su cui c’è ancora margine di miglioramento riguarda il consenso: solo il 44% degli assistiti lo ha espresso. Senza consenso, il personale sanitario non può consultare i documenti presenti nel fascicolo

Il consenso non è un atto definitivo. Può essere modificato, sospeso o revocato in qualsiasi momento, senza che questo comporti conseguenze sull’accesso alle cure del Servizio Sanitario Nazionale.

Se si revoca il consenso, i professionisti sanitari precedentemente autorizzati perdono immediatamente la possibilità di consultare i documenti. Potranno tornare ad accedervi solo se il paziente presta nuovamente il consenso in seguito a una nuova prestazione sanitaria.

È anche possibile una gestione granulare: si può scegliere, ad esempio, di rendere visibili solo alcuni documenti o di escludere determinati professionisti. Il controllo resta in mano all’assistito.

Con Luce e Profondità,
Maria Sara D’Agostini

Dott.ssa in Biologia umana, guida al Risveglio della Coscienza ed Esegeta Biblica
”Le porte dell’inferno non prevarranno mai” 
(Mt 16,18)

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