Nell’articolo al link che segue, si parla della novità in materia di sanità, entrate in vigore da fine Marzo 2026.
Come sempre ne farò un commento spirituale/cristologico e non basato sul giudizio della personalità
Fascicolo sanitario elettronico. Come funziona e cosa cam… (qui trovate l’articolo completo) mentre di seguito lo commenterò passo dopo passo:
Il 31 marzo non è una data da cerchiare solo sul calendario delle strutture sanitarie. Segna un passaggio concreto nel modo in cui gli ospedali, le cliniche e gli ambulatori, sia pubblici che privati convenzionati, dovranno condividere i dati clinici dei pazienti con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE).
Già oggi quasi un italiano su tre lo usa attivamente, ma molti ancora non sanno cosa sia, a cosa serva o come controllare chi può accedere alla propria storia medica. Eppure si tratta dello strumento che, in futuro, potrebbe fare la differenza anche in un pronto soccorso lontano da casa.
La paura è sempre dietro l’angolo, proprio come viene raccontato nel Truman show (film da veder assolutamente). Questo è il messaggio che ”passa” attraverso questo primo trafiletto di articolo…
se volete provare meno paura o ”proteggervi” dovete affidarvi al ”BIG FRATEL”…all’occhio che tutto sa, tutto vede e tutto conosce…
Sappiate che, compiendo un lavoro su di voi e pregando con il cuore aperto, riuscirete ad andare oltre la paura perchè la trasformate, da dentro.
La pura è possibile farla diventare AMORE. ma vi dovete applicare voi per prima, in prima persona.
Per vedere cosasignifichi e come si fa, andatevi a vedere il mio canale youtube o leggete le pagine di questo sito.
Cosa cambia dal 31 marzo 2026
La scadenza del 31 marzo riguarda le strutture sanitarie, non i cittadini. Entro quella data, ospedali, poliambulatori e strutture private convenzionate (e non) sono tenuti ad adeguarsi al nuovo modello standardizzato di trasmissione dei dati verso il FSE.
Una delle novità operative più rilevanti: il referto dovrà essere inviato al paziente entro cinque giorni dall’erogazione della prestazione. L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui i dati clinici siano aggiornati, uniformi e disponibili in tempo reale per chi ha necessità di consultarli.
La necessità di consultare i referti è legato al senso di perdita del controllo… perdi il controllo sula tua salute fisica e sei finito. Come se la salute dipendesse solo dai medici e facendo passare il mssaggio che non c’è bisogno di abbandonarsi alla volontà divina, tanto ci pensa il medico (Dio).
Infatti il problema di molti medici di oggi è che si sentono Dio, hanno troppo ego sui cui lavorare e di conseguenza lavorano per satanassa…
i numeri del Ministero della Salute fotografano una situazione in chiaroscuro. Tra luglio e settembre 2025, circa un italiano su tre (il 27%) ha effettuato almeno un accesso al proprio FSE. In alcune regioni la percentuale è nettamente più alta: il Veneto arriva al 66%, l’Emilia-Romagna al 64%. La Sicilia si ferma al 3%.
Complessivamente, oltre 6,4 milioni di cittadini hanno consultato il proprio fascicolo, mentre per 23 milioni è stato pubblicato almeno un documento. Sul fronte dei professionisti, il 95,2% dei medici di famiglia e pediatri di libera scelta risulta già collegato al sistema.
Il dato su cui c’è ancora margine di miglioramento riguarda il consenso: solo il 44% degli assistiti lo ha espresso. Senza consenso, il personale sanitario non può consultare i documenti presenti nel fascicolo
Ancora pochi hanno espresso il consenso al trattamento dei propri dati sanitari… ciò significa che molti pazienti non hanno voglia di condividere i dati sul proprio passato storico magari perchè non si sentono accolti da colori i quali sono tra i primi servi di Dio (i medici)… e che invece di impegnarsi ad aprire il cuore pensano a fare yoga e a partecipare ai festini privati.
Ricordatevi però anche che i medici sono lo specchio della opolazione che vive quel territorio e quindi sta a noi per primi diventare medici di noi stessi e degli altri, mettendoci in prima fila senza paura o timori.
Il consenso non è un atto definitivo. Può essere modificato, sospeso o revocato in qualsiasi momento, senza che questo comporti conseguenze sull’accesso alle cure del Servizio Sanitario Nazionale.
Se si revoca il consenso, i professionisti sanitari precedentemente autorizzati perdono immediatamente la possibilità di consultare i documenti. Potranno tornare ad accedervi solo se il paziente presta nuovamente il consenso in seguito a una nuova prestazione sanitaria.
È anche possibile una gestione granulare: si può scegliere, ad esempio, di rendere visibili solo alcuni documenti o di escludere determinati professionisti. Il controllo resta in mano all’assistito.
Questo è ancora un altro assurdo aspetto….il consenso può essere revocato e modificato (ancora per poco), etro il 2030 probabilmente le cose cambieranno e anche di molto ma ricordatevi che se togliete il consenso poi la responsabilità è solo la vostra…ancora paura tanta paura, sempre paura….
come se la responsabilità della mia esistenza non fosse già la mia… questo a conferma che il pensiero comune dominante è: tu non sei esponsabile di nulla, nemmeno della tua felicità, ma se fai questo o quello allora forse diventi responsabile…
Alla base di tutte le scelte compiute da persone impaurite e quindi lontane da Dio c’è paura, sempre,
Se volete capire se una scelta è giusta o meno per la vostra anima in cammino, chiedetevi sempre quale sia la fonte e lo scopo. Ascoltatevi, pregate e vedrete che la lucidità spirituale per scegliere, arriverà.
Con Luce e Profondità,
Maria Sara D’Agostini
Dott.ssa in Biologia umana, guida al Risveglio della Coscienza ed Esegeta Biblica
”Le porte dell’inferno non prevarranno mai”
(Mt 16,18)




