Oggi assistiamo con preoccupazione al diffondersi, anche tra i fedeli cattolici, di mode e usanze che nulla hanno a che spartire con il Vangelo. Spesso la Chiesa viene descritta come aperta a ogni istanza del mondo, incline al relativismo e timorosa nel difendere l’unicità della Rivelazione. In questo clima di smarrimento, le porte rischiano di rimanere sbarrata alla Tradizione e aperte, invece, alla mentalità mondana dei “senza-Dio”. Il risultato è un progressivo indebolimento della fede e della capacità di denunciare il male.
Tra le manifestazioni più emblematiche di questo cedimento culturale e spirituale c’è senza dubbio il fenomeno di Halloween, una ricorrenza che molti vivono con leggerezza, ma che racchiude in sé insidie profonde per la vita spirituale.
Le tre dimensioni del male: diabolico, satanico e demoniaco
Chi scruta questa festa alla luce della dottrina cattolica non può non coglierne la pericolosità, che si articola su tre livelli:
- La dimensione diabolica (l’inganno): Halloween viene abilmente dipinto dai media come una festa giocosa e innocua. Sotto le spoglie di una serata di divertimento si cela la capacità di normalizzare ciò che è oscuro.
- La dimensione satanica (l’occultismo e la contrapposizione al sacro): L’espressione “trick or treat” (tradotta comunemente con “dolcetto o scherzetto”) racchiude in realtà un richiamo a concetti di maledizione e fattura (trick). Questa usanza abitua i più piccoli, fin da tenera età, a familiarizzare con l’esoterismo e la stregoneria, banalizzando il peccato. A ciò si aggiunge la sovrapposizione e la profanazione della solennità di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti.
- La dimensione demoniaca (l’estetica del terrore): Maschere, costumi e scenografie richiamano esplicitamente il mondo dei demoni, dei mostri e dell’horror, abituando lo sguardo e il cuore all’oscurità e al maligno.
Perché i cristiani cedono a questa moda?
Il contagio di questa mentalità non risparmia neppure il mondo ecclesiale. Tra i motivi per cui molti fedeli (spesso in buona fede) vi aderiscono, troviamo:
- Le giustificazioni di alcuni teologi e pastori: C’è chi minimizza la portata della festa considerandola un’occasione per “fare comunità”, chi cerca improbabili radici cristiane o etimologiche (legate a All Hallows’ Eve) e chi vi vede un modo per esorcizzare la morte. Posizioni che, ignorando la reale deriva esoterica, finiscono per confondere i fedeli.
- La carenza di formazione spirituale: Quando viene meno una solida catechesi e si diffonde un clima di relativismo – in cui si smarrisce il senso del peccato e si nega persino l’esistenza dell’inferno o del demonio – la difesa spirituale crolla.
- L’abbandono delle armi della fede: Spesso si dimenticano le pratiche tradizionali che nutrono l’anima: la recita quotidiana del Santo Rosario, l’Adorazione Eucaristica e l’affidamento alla Beata Vergine Maria, Colei che, come ci ricorda la Scrittura, schiaccia la testa al serpente (cfr. Gn 3,15).
Un interrogativo per la coscienza
Di fronte a tutto questo, ogni cristiano è chiamato a un serio esame di coscienza: da che parte stiamo? Si cerca il compromesso con lo spirito del mondo, correndo il rischio di diventare “anime tiepide”, o si sceglie di custodire la grazia e la verità del Vangelo?
È urgente riscoprire la bellezza della santità, ritornare alle sorgenti della fede e insegnare alle nuove generazioni a discernere il bene dal male, rifiutando ogni forma di ammiccamento all’occulto per camminare saldamente nella luce di Cristo
Con Luce e Profondità,
Maria Sara D’Agostini
Dott.ssa in Biologia e nutrizione umana, guida al Risveglio della Coscienza ed Esegeta Biblica
”Le porte dell’inferno non prevarranno mai”
(Mt 16,18)




